Nuovo Isee, chi ci guadagna e chi ci rimette

Questo post è stato letto 2051 volte

Forum Famiglie e Famiglie Numerose intervengono nel dibattito sul nuovo Isee, che penalizzerà molte famiglie. E chiedono un monitoraggio a un anno dall’applicazione, per correggere subito le distorsioni

Apprezziamo il dibattito in corso su vita.it sul nuovo Isee, e in particolare il confronto tra Cristiano Gori e Roberto Bolzonaro, anche perché l’impatto del nuovo Isee non sarà marginale, soprattutto nel modificare le graduatorie di accesso e le quote di contribuzione richieste alle famiglie per i più svariati servizi (dal socio-assistenziale fino alla scuola). Molte di loro dipendono infatti strettamente da questo indicatore, per accedere a quelle poche agevolazioni che oggi il nostro paese riserva alle famiglie con figli: avere un Isee più o meno alto spesso farà la differenza. Per questo le famiglie sono preoccupate (e tanto più preoccupate, quanti più figli/bisogni hanno).
Il nuovo Isee ha apportato importanti e positive novità, in particolare quella che riguarda la lotta all’elusione e il rafforzamento dei controlli (peraltro possibile anche con il vecchio Isee). Da anni si parlava di questa riforma, che “finalmente”, per molti versi, è stata realizzata, al contrario di tanti altri strumenti strategici: solo per fare un esempio, l’individuazione dei livelli essenziali delle prestazioni (ricordate la legge 328 del 2000?). In effetti, se vogliamo essere “impertinenti”, la riforma dell’Isee è stata approvata perché serve per far pagare i cittadini mentre non sono stati fissati i livelli essenziali che servono a garantire i diritti dei cittadini. Niente di nuovo, purtroppo, in questo Paese! Quando sono i cittadini a dover pagare, tutto subito, anzi, in anticipo, ma quando si tratta di restituire, “con calma e per piacere”.
Tornando all’Isee, restiamo fermamente convinti che il nuovo modello non solo non ha risolto quei limiti di scarsa equità che già caratterizzava il vecchio Isee, ma, per certi versi, li ha anche peggiorati.
Sintetizziamo brevemente i tre punti fondamentali di iniquità del nuovo Isee:
a) vengono considerati come redditi/ricchezza quelli che in realtà sono contributi compensativi per le spese che le famiglie sostengono per la cura (assegni ai disabili), l’accoglienza (assegni per l’affido) e la crescita dei figli (assegni famigliari). Le famiglie con disabili, ad esempio, avranno un Isee “innaturalmente” maggiore;
b) l’Isee dovrebbe essere un misuratore della capacità contributiva delle famiglie, cioè di quanto possono effettivamente spendere per l’accesso a servizi e tariffe. Ma allora perché vengono considerati i redditi lordi, e non invece quelli netti, ossia quanto entra effettivamente nelle disponibilità della famiglia?
c) le scale di equivalenza, pur se lievemente migliorate per le famiglie con tre o più figli, non restituiscono i pesi che effettivamente rappresentano i figli all’interno delle spese famigliari. È ovvio che sul mangiare puoi avere delle economie di scala, ma quando iscrivi un figlio all’università non potrai avere nessuna economia di scala se fai parte di una famiglia numerosa. E di questo le attuali scale di equivalenza Isee non tengono conto. Peraltro, abbiamo anche denunciato come un figlio pesi ‘poco’ quando si richiedono agevolazioni (da 0,47 a 0,35 con l’Isee), ma venga pesato fino al doppio quando una famiglia deve pagare (con la Tares, un figlio arriva a pesare 0,70).
Ricordiamoci che la modifica dell’Isee è stata introdotta con la prima manovra Monti, finalizzata a reperire risorse in un momento in cui i conti pubblici erano fortemente in discussione. E con il nuovo Isee la maggior parte delle famiglie, comprese quelle numerose, a parità di condizioni, si ritroverà con un Isee più elevato, con conseguente possibile riduzione delle agevolazioni. Siamo molto preoccupati in questo senso anche per il modo in cui gli Enti locali e le varie istituzioni passeranno dalle vecchie soglie/scaglioni alle nuove soglie, costruite sul nuovo Isee. Per questo erano state rivolte numerose richieste, come Forum e come associazioni familiari e di persone disabili, per avere simulazioni di quante e quali famiglie ci perderanno dal nuovo Isee e di quante e quante e quali ci guadagneranno. Il viceministro Guerra non le ha mai fornite in modo esaustivo: ci piacerebbe essere smentiti, ma solo da queste simulazioni!
Per questo non possiamo non rinnovare la necessità di un esplicito impegno di “monitoraggio condiviso” sull’impatto del nuovo Isee, entro un anno di attuazione, in cui Governo, enti locali, forze sociali e associazionismo familiare possano costruire una “valutazione dell’impatto familiare” del nuovo Isee. Per una volta, non sarebbe l’ennesima commissione burocratica sul nulla, ma sarebbe un tavolo di confronto che potrebbe da subito agire per aggiustare eventuali difetti dell’Isee, senza aspettare altri 16 anni.
Francesco Belletti, presidente del Forum delle associazioni familiari
Alfredo Caltabiano, consigliere nazionale Associazione famiglie numerose, coordinatore Commissione fisco del Forum

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *